Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da giugno, 2021

In evidenza

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»

Dopo le solennità che hanno accompagnato la ripresa del tempo ordinario, il vangelo di Matteo ci narrano la vita pubblica di Gesù. È un testo piuttosto noto e che – nel suo  incipit  – pare cadere proprio nel momento giusto dell’anno, quando tutti e tutte ci sentiamo un po’ «stanche e sfinite», non solo perché sta finendo un altro anno sociale, ma anche per tutti gli avvenimenti tristi che stanno capitando nel nostro mondo. Il problema segnalato da Gesù – già duemila anni fa – è che «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!»: c’è molto da fare, ma pochi/e sono quelli/e che si stanno dando da fare. Per chi è stato cresciuto in ambienti cattolici, a questa frase (immediatamente e involontariamente) viene attribuito un significato più specifico: “mancano preti” … ma non dobbiamo farci schiacciare in questa lettura riduzionista: in questo mondo, così angustiato da guerre, miserie, solitudini, c’è tanto da fare e c’è bisogno di tutti/e. Non voglio, però, lasciarmi distrarre...

Oggi Solennità di Cristo Re

Il Papa Pio XI, istituendo nell'anno Giubilare 1925 la nuova solennità di Cristo Re, pubblicava la sapientissima enciclica « Quas primas ». La regalità di Gesù Cristo « consta di una triplice potestà: la prima è la potestà legislativa. È dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui essi debbono riporre la loro fiducia e nel tempo stesso come Legislatore, a cui debbono ubbidire. In secondo luogo egli ebbe dal padre la potestà di giudicare il cielo e la terra, non solo come Dio, ma ancora come uomo. Infine diciamo che Gesù Cristo ha pure il diritto di premiare o punire gli uomini anche durante la loro vita ».Dove si trova il regno di N. S. Gesù Cristo? Di quali caratteri particolari è dotato? Come si acquista? Il regno di N. S. Gesù Cristo « ha principalmente carattere soprannaturale e attinente alle cose spirituali. Infatti quando i Giudei e gli stessi Apostoli credevano per errore che il Messia avrebbe reso la libertà al popolo ed avrebbe ripristina...

I racconti di Gesù: La pecora smarrita

  La Parabola della pecora smarrita Dal Vangelo di Matteo Capitolo 18, Versetti 12-14 È venuto, infatti, il Figlio dell'uomo per salvare ciò che era perduto; così ci conforta Matteo quando narra che «Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che è smarrita? Se riesce di trovarla in verità io vi dico: si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è la volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si smarrisca». Esegesi parabola Di fronte a tale parabola, siamo sempre orientati a pensare che la "pecora smarrita" rappresenti il peccatore che si è allontanato dal Signore e il Signore la va a cercare, perché Gesù è venuto a riscattare i peccatori.Matteo ci stupisce perché ci dice che non è quella l'interpretazione corretta della parabola, perché la pecora smarrita rappresenta uno di quei piccoli che il Padre non vuole si smarriscano...

Che fine hanno fatto i soldati di Cristo?

Da quando il politicamente corretto vi ha fatto irruzione, la Chiesa cattolica non usa più le espressioni che si ispirano alla guerra e al combattimento. Non si parla più, per esempio, di anime di “conquistare” ed è stata abbandonata anche la definizione di “soldati di Cristo”. Eppure, Scritture alla mano, è difficile non vedere che la vita di fede è combattimento. Sant’Agostino, nel trattato De agone christiano, spiega bene che per il cristiano sulla terra non ci può essere pace perfetta. Il Catechismo della Chiesa cattolica quando si occupa del sacramento della Confermazione utilizza espressioni molto belle: parla di crescita e approfondimento della grazia battesimale, di unione più salda con Cristo e la Chiesa, però non dice più che con la Cresima si diventa “soldati di Cristo”, come invece dice il Catechismo di san Pio X. *************** Conviene ricordare una verità dottrinale e storica. Noi non apparteniamo ancora alla Chiesa trionfante. Speriamo, con la virtù soprannaturale del...